RICCHEZZA DI PADRE IN FIGLIO
Questa NEWSLETTER DI ECONOMIA nasce da un’idea di Intrapresa Centro Studi di Confimi Industria Bari Bat Foggia ed è scritta da Emilio Meneghella. Si legge in tre minuti e parla del futuro trasferimento di ricchezza tra generazioni.
Puoi leggere questa newsletter in meno di due minuti ed imparare qualcosa sul “grande passaggio”: quando i soldi di papà cambiano mano.
Nei prossimi cinque anni, in Europa, si trasferiranno tra generazioni circa 3.500 miliardi di euro . Entro il 2045 la cifra raggiungerà i 6.460 miliardi di euro – solo in Italia – secondo il rapporto congiunto dei think tank Tortuga e Future Proof Society. Nel solo Regno Unito si stima un trasferimento di 5,5 trilioni di sterline entro la metà del secolo. È il più grande passaggio intergenerazionale di ricchezza della storia moderna, e – come tutte le grandi trasformazioni – arriverà sia con opportunità sia con trappole.
“If the father is poor, the children love money; if the father is rich, the children love humanity” (Robert Musil, Austrian philosophical writer of novels, short stories and plays). Buona lettura!
L’Italia in prima fila (ma poco preparata)
In Italia, la ricchezza netta delle famiglie ha raggiunto 12.326 miliardi di euro a fine 2025, pari a 8,5 volte il reddito disponibile, secondo Banca d’Italia. Nei prossimi anni questa ricchezza passerà alle generazioni nate tra il 1966 e il 1975, con una quota immobiliare ancora più rilevante rispetto al passato (40% contro il 30%). Sul fronte fiscale, applicando la normativa vigente, il gettito dell’imposta di successione sarà di appena 2,4 miliardi di euro l’anno: coniugi e figli ereditano fino a 1 milione di euro ciascuno completamente esenti. Idem per le donazioni. Applicando invece gli standard di Francia, Germania o UK il gettito salirebbe di almeno 17 miliardi — un dibattito politico aperto da tenere nel radar per la pianificazione.
Imprese al bivio
In Italia, ogni anno circa 35.000 imprese familiari affrontano la successione. Di queste, solo il 30% sopravvive al passaggio alla seconda generazione, e appena il 13% arriva alla terza. Il 23% delle PMI italiane è guidato da titolari over 70. Il 70% di quelle che non supera la transizione ha come causa primaria l’assenza di una valutazione indipendente e di un accordo condiviso sul valore dell’azienda. Ecco consigli gli errori da evitare:
1. Rimandare. Il processo richiede almeno 3-5 anni per essere strutturato correttamente; il momento ideale è tra i 58 e i 63 anni, quando si può ancora sbagliare e correggere.
2. Non fare – o fare male – la valutazione d’azienda. Il valore contabile (patrimonio netto di bilancio) non è il valore di mercato. Serve una valutazione indipendente da un advisor senza rapporti preesistenti con nessuna delle parti.
3. Confondere proprietà e gestione. Il trasferimento della proprietà può avvenire gradualmente, separato dalla delega gestionale. Meglio mettere il successore alla guida di una newco o spin-off con risorse limitate e un perimetro chiaro, prima di affidargli l’intera azienda.
4. Non comunicare. Le famiglie che evitano conflitti sono quelle che hanno discussioni esplicite, regolari e documentate su aspettative, ruoli e valori – prima che la successione diventi urgente.
5. Dimenticare la governance post-trasferimento. Chi vota sulle decisioni strategiche? Come si distribuiscono i dividendi? Cosa accade se un erede vuole vendere? Statuto, patti parasociali, trust o patto di famiglia devono essere redatti prima di qualsiasi atto.
6. Sottovalutare le riforme fiscali. Dal 1° gennaio 2026 in Italia donazioni e successioni sono trattate separatamente ai fini delle franchigie. In UK, dal 6 aprile 2025, il regime IHT è passato da domicile-based a residence-based — chi ha strutture cross-border deve verificare le proprie posizioni.

Questa newsletter è scritta da Emilio Meneghella per Intrapresa Centro Studi di Confimi Industria Bari Bat Foggia, ha finalità solo informative e non ha contenuti atti a fornire consulenza di qualsiasi natura. Per ogni ulteriore necessità di informazione si prega di prendere contatti con director@goreilimited.co.uk
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