Eredità digitale
Questa NEWSLETTER DI ECONOMIA nasce da un’idea di Intrapresa Centro Studi di Confimi Industria Bari Bat Foggia ed è scritta da Emilio Meneghella. Si legge in tre minuti e parla di immobili ed altri asset non assicurabili.
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Puoi leggere questa newsletter in meno di due minuti ed imparare qualcosa sui rischi climatici che incombono sugli immobili.
Quando un bene non può essere assicurato, cessa di esistere comecome asset finanziario. Non è filosofia: è matematica bancaria. Senza polizza, le banche non erogano mutui. Senza mutui, il mercato immobiliare si blocca. Senza mercato, il valore crolla. Quello che sta accadendo oggi –in Europa e negli Stati Uniti– è una crisi sistemica che connette climate risk, insurance withdrawal, housing affordability, e financial stability in un effetto domino devastante.
I numeri raccontano una storia allarmante: solo il 25% delle perdite economiche legate a catastrofi climatiche è assicurato nell’Unione Europea. In alcuni Paesi, la percentuale scende sotto il 5%.
Spagna: il test estremo
Le alluvioni di Valencia dell’ottobre 2024 hanno causato $11 miliardi di danni, di cui $4,2 miliardi assicurati. Il Consorcio de Compensación de Seguros (CCS), il sistema pubblico-privato spagnolo, ha ricevuto oltre 116.000 richieste di risarcimento per un valore di €3,5 miliardi – più del triplo delle più alte registrate prima. Il modello spagnolo – considerato world-leading perché obbliga tutte le polizze property a includere copertura catastrofi naturali finanziata da un surcharge – ha retto a stento. Il sistema ha mutato protocollo in corsa: per la prima volta, gli assicuratori privati hanno gestito claims per conto del CCS per alleggerire il lavoro.
Italia: l’obbligo diventa legge
Consapevole della propria fragilità –80% protection gap per catastrofi naturali– l’Italia ha introdotto dal 31 marzo 2025 un regime obbligatorio di assicurazione climatica per tutte le aziende con sede o stabile organizzazione nel Paese. Tutte le imprese (escluso il settore agricolo) devono assicurare terreni, edifici, impianti e macchinari contro terremoti, alluvioni, frane e inondazioni. Il sistema è sostenuto da un fondo di riassicurazione da €5 miliardi gestito da un’istituzione finanziaria statale.
Regno Unito: sistema sotto pressione
Circa 6,3 milioni di abitazioni in UK sono a rischio alluvione, cifra che potrebbe raggiungere gli 8 milioni entro il 2050. I premi assicurativi per gli edifici sono aumentati oltre l’84% nel 2021-2024. Nelle aree urbane ad alto rischio, i premi sono 21,2% più alti. Il fondo statale Flood Re è purtroppo disponibile solo per case costruite prima del 1° gennaio 2009.
La risposta europea: ECB ed EIOPA propongono una soluzione a due pilastri
Consapevoli della gravità sistemica, la European Central Bank (ECB) e la European Insurance and Occupational Pensions Authority (EIOPA) hanno proposto nel dicembre 2024 un approccio europeo per ridurre il protection gap. La proposta si articola su due pilastri:
1. EU public-private reinsurance scheme: un meccanismo di pooling dei rischi privati a livello UE, finanziato da premi risk-based da (ri)assicuratori o schemi nazionali, con possibilità di trasferire parte dei rischi ai mercati di capitale tramite catastrophe bonds;
2. EU fund for public disaster financing: un fondo pubblico per rafforzare la gestione del rischio catastrofi negli Stati membri e finanziare la ricostruzione di asset pubblici non coperti da assicurazioni private.
Stati Uniti: il mercato al collasso
Tra il 2020 e il 2022, gli assicuratori USA hanno scelto di non rinnovare 2,8 milioni di polizze homeowner in California, di cui 531.000 solo nella contea di Los Angeles. Il risultato: sempre più proprietari sono costretti a fare affidamento sul California FAIR Plan – il programma statale di last resort – che ora contabilizza oltre $450 miliardi di esposizione, ben oltre la sua capacità finanziaria. Diverse major insurance companies – incluse Farmers Insurance e Bankers Insurance – si sono ritirate volontariamente dal mercato Florida. Il ritiro è in parte dovuto all’alto rischio di uragani ed eventi meteorologici estremi come l’Hurricane Ian del 2022. Il risultato: crescente dipendenza dalla Citizens Property Insurance Corporation – l’assicuratore statale di last resort.
Il Quadro Globale: protection gap in espansione
A livello globale, il protection gap assicurativo da catastrofi naturali è stimato al 62% nel 2023, con gap superiori al 90% in alcune economie emergenti. Solo lo 0,5% delle perdite in Africa aveva copertura. La International Association of Insurance Supervisors (IAIS) avverte che il divario esistente potrebbe aumentare i rischi di stabilità finanziaria, per esempio trasferendo più rischi al settore bancario.

Questa newsletter è scritta da Emilio Meneghella per Intrapresa Centro Studi di Confimi Industria Bari Bat Foggia, ha finalità solo informative e non ha contenuti atti a fornire consulenza di qualsiasi natura. Per ogni ulteriore necessità di informazione si prega di prendere contatti con director@goreilimited.co.uk
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